Sermoni

Notte del Destino

In nome di Allah, il Misericordioso nella trascendenza e nell’immanenza. In verità Noi lo abbiamo fatto discendere nella Notte del Destino – e cosa ti farà sapere cosa è la Notte del Destino? – la Notte del Destino è migliore di mille mesi – discendono in essa gli angeli e lo Spirito con il permesso del loro Signore, per ogni ordine – sia una notte di pace fino allo spuntare dell’alba.

surat al-qadr, XCVII, 1-5


O credenti benvenuti alla preparazione per la ricerca e la partecipazione alla laylatu-l-qadr durante questo RamaDan.

Si tramanda che durante la laylatu-l-qadr l’angelo Jibril () non tralascia alcun credente senza salutarlo o salutarla e, toccando la sua mano, dice: «Se tu sei nell’obbedienza, allora ti saluto con l’accettazione e il beneficio (iHsan). Se tu ti trovi nella disobbedienza (pur essendo credente), ti saluto con il perdono. Se ti sei addormentato, ti saluto con la soddisfazione. “Se quel moribondo è tra quelli che Allah ha avvicinato a Sé, avrà quiete e profumi e giardini di beatitudine.”», fa-amma inna kana min al-muqarrabin – fa-rawHun wa raiHanun wa jannatu na’im.

In questa notte benedetta il Sacro Corano, il rinnovamento integrale della Rivelazione di Allah, è stato fatto discendere dalla Tavola custodita ed è stato sistemato nella Residenza della Gloria Onnipotente, nel cielo più basso. In seguito, l’angelo Jibril () l’ha rivelato al profeta Muhammad () “stella dopo stella” durante i successivi venti tre anni di servizio.

Venne mostrata all’inviato di Allah () l’anzianità che avevano realizzato i popoli precedenti alla sua comunità. Gli sembrò che l’età dei membri della sua comunità fosse troppo breve per realizzare la quantità di buone opere degli altri popoli. Allah gli donò questa Notte del Destino che è “migliore di mille mesi”.

Il messaggero di Allah () parlava ai suoi compagni dei quattro uomini che avevano adorato Allah per ottanta anni senza mai disobbedire neppure per un battito di ciglia: “Ayub, Zakariyyah, Hazqil e Yusha’ bin Nun (). I compagni si stupirono di questa testimonianza. Venne l’angelo Jibril () che disse al Profeta: “O Muhammad! Tu ti sorprendi insieme ai tuoi compagni dell’adorazione di questo gruppo di uomini per ottanta anni senza mai disobbedire verso Allah, neppure per il tempo di un battito di ciglia, quando a te Allah ti ha fatto discendere qualcosa di superiore a quello?” e recitò la surat al-qadr fino alla fine. “Questo è preferibile rispetto a ciò di cui vi sorprendete, tu e i tuoi compagni!”. E il Profeta Muhammad () si rallegrò di questa notizia.

Si racconta che il Profeta () fosse preoccupato per la condizione della sua comunità. Allah () gli disse: “O Muhammad! Non ti rattristare perché non farò uscire la tua comunità da questo basso mondo senza attribuirgli il grado di Profeti. Questo perché sui profeti () discendono gli angeli e lo Spirito, il Messaggio, la Rivelazione e i prodigi. Insieme agli angeli è stato fatto discendere tutto questo alla tua comunità nella laylatu-l-qadr, grazie ai Saluti e alla Misericordia che vengono da Me!”.

L’inviato di Allah () ha detto: “Quando arriva la laylatu-l-qadr Allah () impartisce ordini a Jibril () e questi discende sulla terra con una scorta di angeli. Portano uno stendardo verde che viene piantato sul tetto della Ka’aba. Jibril ha cento ali di cui due che vengono utilizzate solo in questa notte e che si estendono dall’Oriente all’Occidente. In questa notte Jibril chiama i suoi angeli affinché salutino tutti i musulmani che sono in piedi o seduti, in preghiera o in invocazione. Essi stringono le loro mani e rispondono “Amin” alle loro richieste. Questo succede per tutta la notte fino al sorgere dell’aurora. A questo momento Jibril richiama: “O schiere di angeli, la partenza, la partenza!” E gli angeli rispondono: “O Jibril! Cosa fa Allah riguardo ai bisogni della comunità di Ahmad?” “Allah ha cura dei credenti in questa notte, elargisce loro la Sua grazia e il Suo perdono, eccetto a quattro categorie.” Il Profeta () precisò che le quattro categorie sono: “Coloro che persistono nel bere vino, coloro che disobbediscono ai loro parenti, coloro che rompono i vincoli di appartenenza e coloro che si riempiono di odio.”

Cari fratelli e sorelle,

L’inviato di Allah Muhammad () ha detto: “Cercate la laylatu-l-qadr tra le notti dispari dell’ultima decade del mese di RamaDan”.

“Tra i segni della laylatu-l-qadr si narra che è una notte pura e brillante come se ci fosse la luna piena, profondamente calma e serena, senza freddo né caldo. In questa notte non viene lanciata alcuna stella cadente contro i demoni che restano incatenati fino al mattino. Al mattino il sole si innalza dolce e senza raggi e in quel giorno non è permesso allo shaytan di alzarsi con il sole.”

“Colui che trascorre la Notte del Destino in veglia di preghiera (qama laylatu-l-qadr) con fede e speranza in una ricompensa, gli vengono perdonati tutti gli errori fatti in precedenza.” “Colui che prega la salat al-magrib e la salat al-isha’ in comunità ha ricevuto la sua parte della laylatu-l-qadr, e colui che legge la surat al-Qadr è come se avesse recitato un quarto del Corano.”

Aisha () ha detto: “chiesi, o inviato di Allah! Se sapessi quale è la laylatu-l-qadr, cosa devo dire in questa notte? Mi rispose: Allahumma innaka ‘afuwwun tuHibbu al’afwa fa-‘fu‘anni, Mio Signore, Tu sei Indulgente, Tu ami il perdono, fammi grazia!” È raccomandato di moltiplicare questa invocazione nel corso della notte.

Ibn ‘Abbas () ha narrato che quando arriva la laylatu-l-qadr Allah () ordina a Jibril () di scendere sulla terra accompagnato dalle genti del “Loto del Limite” per un numero pari a settanta angeli. Hanno con loro alcuni stendardi di luce. Quando arrivano sulla terra, Jibril e gli angeli sistemano gli stendardi in quattro posti: sulla Ka’aba, alla tomba del Profeta (), alla moschea di Gerusalemme e in quella del Monte Sinai. In seguito, Jibril ordina ai suoi angeli di irradiarsi. Da questo momento non c’è luogo, focolare, camera, imbarcazione, spazio dove si trovi un credente o una credente, dove non sia entrato un angelo, a patto che non vi trovino: un cane, un maiale, del vino, un adultero o un idolo. Negli altri spazi gli angeli lodano Allah, Lo santificano, attestano la Sua Unità e richiedono perdono per la comunità di Muhammad () e tutto questo prosegue incessantemente fino all’alba quando riprendono la via dei cieli.

Gli abitanti dei cieli inferiori li accolgono e gli pongono la domanda: “Da dove venite?” Rispondono: “Siamo stati sulla terra perché questa notte è la laylatu-l-qadr della comunità di Muhammad ()”. Gli abitanti dei cieli inferiori chiedono ancora: “Cosa ha disposto Allah delle loro richieste e dei loro bisogni?” Jibril risponde: “Allah ha perdonato i virtuosi e ha accolto l’intercessione in favore dei peccatori!” Allora gli abitanti dei cieli inferiori innalzano la voce con invocazioni di lode, di santità, glorificando il Signore dei mondi nel riconoscimento e nella gratitudine di ciò che ha concesso come perdono e soddisfazione a questa comunità.

Di seguito gli abitanti dei cieli inferiori accompagnano gli angeli al secondo cielo e poi fino al settimo. Jibril dice: “O abitanti dei cieli, ritornate!” e ogni abitante di ogni cielo riprende la sua collocazione assegnata.

Quando gli angeli arrivano al Loto del Limite, gli abitanti di questo luogo chiedono: “Dove eravate?” E la risposta è la medesima che viene ripetuta in ogni cielo. Allora tutto il “Loto del Limite” risuona di orazioni di lode e di santificazione, il Paradiso di Ma’wa, il Paradiso di anNa’im, il Paradiso dell’Eden, il Firdaws, il Trono di al-Rahman. Persino il Trono innalza la voce verso il Signore dei mondi riconoscente per i doni fatti a questa comunità.

Adesso Allah () chiede, pur essendo il Sapiente per eccellenza: “O Mio Trono! Perché alzi la voce?” Risponde: “Allahumma sono stato informato che la notte precedente Tu hai perdonato i virtuosi e hai accolto l’intercessione a favore dei negligenti!” “Tu dici il vero, o Mio Trono! E ho in serbo per la comunità di Muhammad generosità che nessun occhio ha mai visto, nessun orecchio ha mai sentito e che non sono mai passati per lo spirito dell’uomo.


Imam Yahya

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