Sermoni

Salat, la preghiera rituale

Sii paziente con quello che dicono e innalza la lode del tuo Signore prima che il sole sorga e prima che tramonti, e celebra le Sue lodi di notte e ai confini del giorno affinché tu sia appagato. Non desiderare lo splendore terreno che abbiamo accordato a qualche paio di miscredenti solo per metterli alla prova, la grazia del tuo Signore è più bella e dura di più. – Ordina alla tua famiglia di pregare e anche tu abbi costanza, Noi non ti chiediamo doni, siamo Noi che doniamo a te, il buon esito risiede nel timore di Allah.

Surat Ta Ha, XX: 130-132


O credenti benvenuti al richiamo alla preghiera rituale, alla comunicazione e partecipazione all’influenza spirituale delle benedizioni di Allah.

Al-Qastalani () insegna: La ritualità è stata chiamata Salat per le seguenti ragioni:

  1. Perché porta (tuSil) il credente al Paradiso.

  2. Perché deriva da al-Sila, la connessione. Infatti, quando il credente prega è in ricollegamento con il suo Signore e quando abbandona la ritualità è separato da Lui.

  3. Perché è operativa come taSliya. Corrisponde all’atto di raddrizzare il metallo con il fuoco. Infatti, la preghiera eleva il credente e corregge il suo cuore e la sua mente.

  4. Perché Allah vi pratica la muwaSala, la relazione continua di scambio e comunicazione mentre promette benedizioni al Suo servo che osserva la preghiera.

  5. Perché chi non la compie è destinato al fuoco infernale. Il Profeta () ha detto: “Se un servitore fa la preghiera ma non la completa con l’inchino e la prosternazione, la ritualità si ritorce contro di lui”. Trasmesso da al-Suyuti ().

Al-Tustari () aggiunge: “Non porre la tua attenzione verso ciò che è la tentazione di shayTan () come l’opposizione (mukhalafa) al Misericordioso, fare affidamento ai livelli bassi dell’anima, trovare conforto in cose che sono abitudinarie nel piano inferiore della natura umana; ognuna di queste cose separa la creatura dal ricordo di Allah ().”

O credenti, siamo invitati a credere nel bene di Allah che è il nostro Benefattore e, all’interno di questa attenzione, dobbiamo anche reagire alle potenze d’illusione del male che ossessionano l’anima appesantendola da falsità che ci distolgono dall’unità, dalle priorità e dalla finalità della vita tradizionale.

Ibn Ajiba () ci insegna una interpretazione di priorità spirituale. In effetti, oltre alle corrispondenze delle cinque preghiere quotidiane con l’articolazione del giorno e della notte e del movimento della terra rispetto alla luce del sole, il maestro ricorda ai musulmani di avere pazienza e concentrazione sui benefici di Allah e di vivere le prove della perfezione spirituale. “Occorre allontanarsi dal vizio e dalla corruzione o dalle distrazioni sul pensiero che le altre persone possano avere di noi.

Ricordarsi di Allah () fino alla scomparsa della falsa sensazione dell’io di sé stesso affinché si realizzi la soddisfazione nella contemplazione dell’Amato, nella Presenza del Conoscitore dell’Invisibile.”

‘Abd al-Rahman al-Sulami () sviluppa questa prospettiva e mette in evidenza la realtà delle provviste spirituali che si possono ricevere grazie all’abbandono fiducioso in Allah. Questa fiducia è “migliore e più duratura” della confidenza che un individuo ripone sulle proprie forze e sui propri desideri.

Chiediamo perdono ad Allah e rivolgiamoci a Lui con i mezzi che Allah stesso ha donato alle creature per agire come simboli viventi di una adorazione del Signore dei mondi.

Seguendo l’autorità di Malik che segue l’autorità di Ibn Shihab (), si narra che un giorno ‘Umar bin ‘Abd al-Aziz () aveva ritardato la sua preghiera. ‘Urwa bin al-Zubayr () andò da lui e gli disse che quando era nella campagna dell’Iraq, al-Mughira bin Shu’ba () aveva ritardato la sua preghiera.

Arrivò Abu Mas’ud al-Ansari () che disse: “Che succede Mughira? Non sai che l’angelo Jibril è disceso dai cieli sulla terra e prega e il messaggero di Allah () prega – intendendo la preghiera rituale del dhuhr. Poi è disceso e a pregato di nuovo e l’inviato di Allah () ha pregato – intendendo la preghiera del pomeriggio. Di seguito, ha pregato di nuovo e anche il profeta ha pregato – intendendo la preghiera del tramonto. E ancora è ridisceso per pregare e il messaggero di Allah () ha pregato di nuovo – la preghiera della sera. E ancora ha pregato e il profeta () ha pregato – la preghiera dell’alba. Alla fine, l’angelo Jibril () ha detto: “Sono stato ordinato di praticare questo.” Trasmesso da al-Bukhari ().

Secondo l’autorità di Anas bin Malik () che ha detto: “Il messaggero di Allah () ha detto: In questo mondo sono stato creato come amante di donne e profumi e la gioia dei miei occhi è nell’interpretazione e nella rappresentazione della preghiera rituale.” Narrato dallo shaykh Ahmad ibn Idris () seguendo la trasmissione di imam Ahmad, al-Nasa’i, al-Hakim, al-Bayhaqi ().

Cari fratelli e sorelle,

lo shaykh Ibn Ata’Allah al-iSkandari () ha sottolineato come il Profeta abbia detto espressamente fi al-Salat e non bi-l-Salat. Intendeva così la gioia della contemplazione nella preghiera e non della preghiera. Vale a dire che ciò che procura gioia agli occhi del Profeta non è la ritualità in se stessa ma ciò che viene compiuto mentre questa preghiera viene svolta: la testimonianza spirituale di Allah.

“La preghiera è l’amore delle anime perché in questo rito si compie la conversazione intima tra l’anima e l’Amato. Mentre si prega discendono gli svelamenti di Allah (). Si realizzano le nozze dell’anima con l’appagamento della bellezza e del conforto di ogni illuminazione. La vista ha ragione di trovarvi felicità perché riconosce la vicinanza del Signore.

O fratelli e sorelle, venite al successo della preghiera comunitaria obbligatoria e facoltativa. Coloro che pregano con umiltà e pietà conoscono la vittoria dei vittoriosi e il pentimento degli adoratori virtuosi.”

Parallelamente, Allah () ha richiamato i musulmani a non essere disattenti sull’orario della preghiera perché è imperdonabile la superficialità e l’indifferenza nella preghiera rispetto a ciò che viene perduto di benefici e aperture spirituali.

Cari musulmani, la prossima settimana si ricorda la 27 notte di Rajab, la notte nella quale, il profeta Muhammad () ha realizzato il suo viaggio da Makkah al tempio più lontano, min masjid al-haram ila masjid al-aqSa per poi salire, essere elevato alla visione della realtà nei cieli superiori fino alla visione della Verità ad una distanza di due archi o meno ancora, fa-kana qaba qawsayni aw adna.

Alla meta superiore di Isra’ wa-l-Mi’raj, di questo straordinario viaggio notturno e dell’ascensione celeste, il profeta Muhammad () vede la dinamica della presenza pacificante di Allah che si articola nella sintesi dell’archetipo della ritualità mentre schiere angeliche si prosternano in sublime adorazione della Maestà divina e, successivamente, riceve l’ordine di trasmettere in dono alla sua comunità questa stessa articolazione rituale in un numero corrispondente a cinquanta unità di preghiere quotidiane. La Salat, la preghiera rituale dei musulmani è questa comunicazione, è questa ripetizione ed è questo ricollegamento.

Preghiamo per la comunità, preghiamo per le famiglie, preghiamo per i fratelli e le sorelle, preghiamo per i genitori, preghiamo per i figli, preghiamo per Harun ‘Abd al-Barr.


Imam Yahya

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