Quando dovrebbero rallegrarsi di quel che Dio e il Suo inviato hanno donato loro. Dovrebbero dire: «Allah ci è sufficiente, Allah ci darà qualche Suo favore, e anche il Suo inviato ce ne darà, ad Allah ci rivolgiamo nel desiderio di Lui». - Il ricavato delle elemosine serve per i poveri e per chi ha bisogno, e per chi è incaricato di raccoglierle, e per quelli dei quali abbiamo ammansito il cuore, e serve per riscattare lo schiavo e il debitore insolvente, e per la lotta sul sentiero di Allah e per il viandante. Questo è un obbligo imposto da Allah, Allah è sapiente e saggio.
Surat al-tawbah, il pentimento, IX: 59-60
O credenti, oggi cerchiamo di approfondire il valore che l’Islam dà all’offerta materiale di servizio e di sostegno economico tra musulmani, credenti e differenti categorie di beneficiari.
Al-Razi () commenta il primo versetto consigliando ai musulmani di riconoscere l’atteggiamento giusto nei confronti dei beni di questo mondo che devono servire solo come segno o sostegno per riavvicinarsi verso Allah e non per ricercare una illusoria soddisfazione all’avidità individuale. Ci ricorda che ogni musulmano deve cercare il Vero Bene tramite i beni e non inseguire i beni invertendo la priorità di rivolgersi verso il Signore del Bene. Allah () è Sufficiente, HasbunAllah, è Lui che amministra il bene e la misura della scienza utile, protegge dal male, conosce e fa conoscere, vede e concede la testimonianza della Sua evidenza.
Al-Razi () prosegue nel suo commento al versetto successivo nel quale il termine sadaqāt viene interpretato come elemosina rituale obbligatoria da donare a una serie di categorie di beneficiari.
Al Qurtubi () ci offre una sintesi delle varianti sulle differenze tra poveri (faqīr) e indigenti (miskīn). Le interpretazioni si alternano su chi siano coloro che hanno solo quanto è sufficiente per sopravvivere e coloro che hanno urgente bisogno di aiuti di prima necessità. Alcuni sapienti attribuiscono il primo termine ai musulmani bisognosi mentre il secondo termine potrebbe riguardare le genti del Libro. Ricordiamo che i poveri e gli indigenti sono categorie che devono anche essere riferite alla ricchezza spirituale: si può essere poveri materialmente e ricchi spiritualmente e si può essere in una condizione di indigenza spirituale pur vivendo nel benessere materiale.
Tra le categorie dei beneficiari della zakat ci sono anche i gestori della raccolta e della distribuzione dell’elemosina e alcuni bisognosi tra i convertiti che hanno aperto il loro cuore e si sono riconciliati con l’Islam grazie a questo sostegno e donazione o che, tramite questa partecipazione economica, hanno maturato un livello di maggiore certezza sulla bontà della religione, o che hanno superato le minacce di chi voleva impedire la loro conversione.
L’interpretazione di questa categoria di beneficiari che hanno bisogno di essere riconciliati nel cuore è interessante e si rinnova in contesti storici e geografici differenti, e si riferisce anche a coloro che cercano la riconciliazione con l’Amato dopo tanta ignoranza, ostinazione e opposizione, finalmente esaurite.
Altre categorie di beneficiari della zakat sono gli schiavi che vengono liberati, i credenti che si sono impegnati per il bene della religione e per la causa di Allah, i viaggiatori che hanno lasciato il loro guadagno nella loro terra di origine e ricercano la Conoscenza sacra.
Cari fratelli, care sorelle,
Da una narrazione di Ibn ‘Abbas () il profeta Muhammad () mandò Muadh in Yemen dicendogli: “Vai presso alcune persone tra le Genti del Libro. Invitali alla testimonianza che nessuno ha il diritto di essere adorato se non Allah e che io sono il messaggero di Allah. Se obbediscono, allora insegna loro che Allah ha ordinato di compiere le cinque preghiere di giorno e di notte. Se obbediscono, allora insegna loro che Allah ha ordinato di donare in elemosina dal loro patrimonio, di prendere dai benestanti e offrire ai poveri. Se obbediscono, abbi cura di prendere la parte migliore del loro patrimonio. Fai attenzione alle suppliche degli oppressi affinché non vi siano barriere tra loro e Allah. Trasmesso nelle raccolte di Ibn Majah e dell’imam al-Bukhari ().
Un giorno venne sepolto un uomo pieno di debiti e il profeta Muhammad () disse: “offrite per la sua carità!”. Le persone donarono ma la cifra raccolta non era sufficiente per coprire tutti i debiti. Allora il Profeta () si rivolse ai creditori e disse: “prendete ciò che avete trovato perché non riceverete altro.”
Cari fratelli e sorelle,
le tradizioni profetiche ci insegnano alcuni aspetti della zakat, l’offerta di sostegno economico raccolta annualmente e distribuita a otto categorie di beneficiari. La priorità della testimonianza e della relazione con il prossimo è il riconoscimento di un dovere di adorazione riservato al Dio Unico. A questa priorità segue il richiamo alla pratica dei cinque momenti rituali. E poi troviamo l’obbligo della donazione di una offerta che possa concorrere alla circolazione di un sostegno materiale. Questa offerta cambia le condizioni di miseria, o di bisogno, o di schiavitù, o di sproporzionato condizionamento esteriore, o di grave ostacolo alla dignità del credente o al suo servizio generoso o alla sua vittoria nella causa di Allah e della religione.
Abbiamo visto che la prima categoria di destinatari della zakat sono i poveri a cui si aggiungono anche gli indigenti. Secondo al-Qurtubi () le qualità dell’indigente sono l’umiltà, l’assenza di arroganza, superbia, orgoglio, vanità, insolenza, sfrontatezza. In questo modo il profeta Muhammad () invocava di vivere e morire. Ma allo stesso tempo il messaggero di Allah non gradiva e aveva vietato l’accattonaggio.
Secondo alcuni maestri, il faqir è colui che è povero in modo virtuoso e non chiede un aiuto materiale ad altri perché è certo di ricevere tutto ciò di cui ha veramente bisogno in anticipo rispetto alla manifestazione relativa di una necessità contingente. Il faqir vive e sopravvive secondo la necessità di Allah e si concentra sulla ricerca della Sua Verità senza venire distratto in misura inadeguata da altre contingenze.
La prova altrettanto difficile è semmai per i fratelli e le sorelle del faqir che devono intuire e sempre anticipare le possibilità di bisogno prima che diventino un impedimento alla sopravvivenza o una prova insostenibile per la fede e la vocazione del faqir. L’indigente è colui che vive grazie a ciò che riesce a raccogliere dalle offerte che rispondono alla sua ricerca e richiesta esplicita di aiuto esteriore.
Il faqir può essere proprietario di una casa e avere una persona che lo possa aiutare nel servizio, l’indigente, invece, non ha nulla. Ma entrambi, se non hanno più i mezzi per sopravvivere e non hanno le forze e le capacità di mantenersi e amministrare la propria vita e gli affari, hanno diritto a ricevere un sostegno. Infatti, chiunque abbia le forze e i mezzi per guadagnare dal proprio lavoro non ha titolo ricevere l’aiuto di una elemosina.
La zakat può essere distribuita in luoghi differenti da dove è stata raccolta e può essere offerta per favorire lo sviluppo di una moschea.
Liberare uno schiavo può anche declinarsi con la liberazione di un debitore dal peso insostenibile di restituzione del suo debito offrendo al creditore la liquidazione del debito. Tra i viaggiatori che possono ricevere una partecipazione alla zakat ci sono anche i pellegrini che viaggiano nella Via di Allah verso la Sua sacra Casa: essi sono la delegazione del Misericordioso!
Imam Yahya
